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Isole Tremiti Piccoli paradisi selvaggi fatti di rocce, grotte, natura vergine, che concentrano, nell'ambito di una modestissima estensione, morfologie profondamente diverse − tra sabbia, promontori, pareti scoscese: parliamo delle Tremiti, a pieno diritto ribattezzate "perle dell'Adriatico"...
San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa − questi i loro nomi − si trovano a una manciata di chilometri dal Gargano, ed appartengono, amministrativamente parlando, all'unico comune delle "Isole Tremiti": per avere un'idea delle sue dimensioni consideriamo il fatto che annovera, in totale, 350 abitanti, molti dei quali vi risiedono soltanto in estate.
Ognuna delle "perle" brilla della sua personale bellezza: San Domino, ricoperta di pini e lecci, è notevole dal punto di vista naturalistico; Cretaccio − che altro non è che un grande scoglio di creta − la collega alla vicina San Nicola, un vero e proprio museo en plein air: annovera, infatti, torri, muraglie, chiese, chiostri, reperti risalenti all'Età del Ferro, fosse sepolcrali di epoca ellenistica... Uno sguardo, infine, per Capraia, universo floreale popolato di gabbiani, e per Pianosa, la più distante tra le sorelle dell'arcipelago.
Motonavi, traghetti e aliscafi provenienti dal Molise, dall'Abruzzo e dal Gargano, ma anche elicotteri che hanno preso il volo dall'aeroporto di Foggia ci consentono di conoscere l'universo delle Tremiti. La mitologia vuole che queste isole, abitate già dal Neolitico, furono create dall'eroe omerico Diomede − da qui l'origine dell'appellativo "diomedee" − il quale, dopo aver distrutto la rocca di Pergamo, con i suoi resti creò il promontorio del Gargano, e poi, lanciando in mare i ciottoli rimasti, avrebbe dato origine al meraviglioso arcipelago... Diomede, inoltre, sarebbe morto in queste isole sue "figlie" − a San Nicola, infatti, sorge la tomba a lui dedicata − ed Afrodite avrebbe trasformato i suoi amici nelle cosiddette "diomedee": uccelli che tuttora vivono sull'isola, e il cui verso evoca il pianto − piangerebbero ancora, infatti, la morte dell'eroe...  | | La geologia, invece, ci racconta un'altra storia, individuando una matrice sismica nell'origine dell'arcipelago − non a caso il nome Tremiti risulta essere, chiaramente, un corradicale del termine 'tremore' − distaccatosi a causa di un terremoto dalla regione continentale.
Sospeso tra le sue atmosfere fatte di leggenda e la sua realtà scientifica, questo arcipelago può vantare numerose bellezze: in primis, il Parco Marino, magnifico habitat mediterraneo, area naturalistica che abbraccia tutte le isole sorelle.
Nell'universo sottomarino del Parco, un trionfo di vita: spugne, dentici, orate, cefali, astici, e poi aragoste, seppie, polpi, cavallucci marini, ed ancora rane pescatrici, scorfani fasciati, triglie di scoglio, donzelle, murene, castagnole rosse, per continuare con gigli di mare, anemoni di mare, stelle rosse, ricci di prateria, alghe di moltissime tipologie, tra posidonie oceaniche, palle marine, padine pavonie...
Una biodiversità spettacolare, dunque, di cui godere al 100% praticando diving ed immersioni. |
Restando in tema di attività marine, segnaliamo, per gli amanti dell'universo subacqueo, i fondali di Capraia: Punta Secca e lo Scoglio del Corvo, innanzitutto, risultano essere un trionfo di flora mediterranea, nell'ambito della quale spiccano la gorgonia e il corallo nero; la fauna, invece, si compone di pesce di passo, aragoste, cernie, ricciole, dentici. Gettonatissimo, soprattutto per immersioni in notturna, è, grazie ai suoi stupendi fondali, lo Scoglio dell'Elefante; frequentatissimo dalle coppie, invece, l'Architiello di Capraia, largo 5 e alto 6 metri, a forma di collo d'oca, sovrastato da un faro che si accende e spegne autonomamente in concomitanza con la luce solare: la tradizione vuole che, se ci si scambia una promessa d'amore passando sotto l'arco, questa durerà in eterno...
I fondali tremitesi, comunque, non ci regalano soltanto spettacoli naturali, ma anche... monumenti e reperti storici! Collocata a 10 metri di profondità vicino all'isola di Capraia, ad esempio, c'è la più grande − tre metri di altezza e oltre 12 quintali di peso − statua di Padre Pio esistente, realizzata da Domenico Norcia in piombo. Ancora, sott'acqua si trovano cannoni di bronzo appartenenti ad imbarcazioni musulmane, e poi una nave romana che trasportava circa 900 anfore − affondata presso la zona di Tre Senghe − ed, ancora, il piroscafo "Lombardo", rinvenuto nel 2005 presso Cala degli Inglesi, utilizzato da Garibaldi durante la spedizione dei Mille...
Tra i pezzi d'arte custoditi dalle "perle dell'Adriatico" citiamo la imponente Abbazia-Fortezza di Santa Maria, costruita nel 1045 dai benedettini e successivamente modificata dai lateranensi, che la decorarono in stile rinascimentale. Il Polittico in legno finemente decorato con lamine dorate, il pavimento mosaicato, la Statua della Vergine e del Bambino in stile bizantino e la Croce lignea: voilà le stupende creazioni appartenenti all'Abbazia-Fortezza, difesa da una cinta muraria e dal Torrione Angioino, di forma circolare.
A rendere irresistibili queste terre primitive, arricchendo ulteriormente il ventaglio delle loro armi di seduzione, i sapori... Lo stile chiaramente garganico − ovvero frugale e caratterizzato da note intense − prevede una massiccia utilizzazione di farinacei; pane e pasta (fatta in casa, nel rispetto osservante delle procedure tradizionali), non possono mancare sulla tavola. Straordinario è anche il cromatismo della cuisine tremitese, che dà il meglio di sé nelle specialità a base di pesce: spaghetti allo scoglio, insalate di mare addizionate con capperi, pomodorini e cipolle, zuppe di scorfani e meduse bollite o al cartoccio. Piatti dal gusto intenso, e che sanno di autenticità − la stessa che caratterizza le isole "diomedee", piccole terre dal fascino primigenio, sparse tra le onde del mare Adriatico...
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Le Tremiti: magia naturale
Cale, grotte, rocce e meravigliose opere d'arte naturali frutto dell'azione svolta, nel tempo, dagli agenti esogeni, conferiscono all'arcipelago tremitese una bellezza irreale: percorriamole in lungo e in largo, alla scoperta delle mille microscopiche baie e degli scorci più suggestivi...
A San Domino sgraneremo gli occhi arrivando, innanzitutto, nella Cala delle Arene, l'unica sabbiosa, e prossima alla Grotta dell'Arenile, ma anche a Cala Tammariello, accessibile esclusivamente via mare, e a Cala Tonda, il cui nome ci informa chiaramente sull'aspetto: di forma circolare, forma una sorta di piccolo lago. Cala dello Spido, poi, è l'approdo prediletto di motoscafi ed imbarcazioni, mentre Cala Matano, a strapiombo sul mare, rappresenta la prima scelta degli amanti del comfort.
Capraia ci regala invece le atmosfere romantiche di Cala Sorrentino, della Grotta Turchese, sovrastata dal Faro di Capraia e della Grotta dei Misteri: situata nella zona di Punta Secca, è chiamata così perché al suo interno si odono particolarissimi suoni.
Bellissimi, poi, e dalle forme molto particolari, sono gli scogli, come quello del Monaco − che sembra un monaco genuflesso − e quello del Sole, bianchissimo di sale; unico nel suo genere lo scoglio "La Vecchia", cosiddetto per il suo colore nero, e − pare... − appartenente ad una strega... Meravigliose, poi, le grotte: la floreale Grotta delle Viole, la Grotta del Bue Marino, dalle pareti azzurrate, la Grotta delle Rondinelle, spettacolare nella magia del tramonto, durante il quale i raggi solari penetrano nelle feritoie della roccia.
Chiudiamo con un cenno per Punta del Diamante, dove, secondo la leggenda, era stato nascosto uno stupendo diamante; la sua beauté è data dalla asprezza delle rocce frastagliatissime che contrastano con i toni cromatici verde-azzurri, e quasi fluorescenti, del mare... |
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