| Ricerca 
 

Versione stampabile
 


 
Gressoney

 

Ai piedi del Monte Rosa, tra le valli d'Ayas e Sesia, ci attende un incantevole angolo di Val d'Aosta: la Valle del Lys con Gressoney - St Jean e Gressoney - La Trinité.

Queste rinomate stazioni alpine, poste in una delle più suggestive valli delle Alpi Occidentali, sorgono ai piedi del Monte Rosa che con i suoi 4637m d'altezza ne domina tutto il panorama. Il successo turistico di quest'angolo di Alpi è senz'altro dovuto alla spettacolare bellezza delle montagne che attorniano le due località; bellezza che sin dal XVII secolo spinse illustri visitatori nell'alta Valle del torrente Lys.


 

 
 

Tra i molti che soggiornarono a Gressoney ricordiamo Margherita di Savoia che qui trascorse i mesi estivi tra il 1889 e il 1925; fu proprio in omaggio alla Regina che Re Umberto I fece costruire in località Belvedere di Gressoney- St Jean un castello in stile medioevale.

Il parco annesso al Castel Savoia, recentemente trasformato in giardino alpino, ospita flora alpina proveniente da tutto il mondo. La visita del giardino sarà più appagante nel momento di massima fioritura estiva, quando la natura regala una ricca tavolozza di colori. Oltre alla Regina Margherita, Gressoney ospitò molti altri illustri personaggi tra cui ricordiamo letterati come Gozzano, De Amicis e Leone Tolstoj. Oggi Gressoney è una delle mete sciistiche più famose della Valle d'Aosta: base di partenza per molte escursioni sul Monte Rosa, attira ogni anno migliaia di visitatori amanti della montagna.


    

La storia In Val di Gressoney da molti secoli vive un piccolo popolo d'origine alemanna qui migrato tra il X e il XIII sec. dalla Svizzera; questo, orgoglioso delle proprie origini e tenacemente attaccato alle antiche tradizioni, è conosciuto come Vallese o Vallesano, parole che in tedesco suonano Walliser ed in forma contratta Walser.
  

La lunga storia di Gressoney è strettamente legata alla comunità Walser che qui sopravvive con il proprio dialetto, il Tisch, e le tradizioni che i discendenti delle tribù germaniche hanno saputo mantenere per secoli sino ai giorni nostri. Le popolazioni che qui si trasferirono erano ben diverse dai "soliti" invasori germanici. I Walser arrivarono dall'Elvezia "armati" di zappa e falce, con al seguito mucche, pecore e sementi di segala e orzo da spargere sui pendii che i vescovi e i feudatari valdostani avevano deciso di rendere coltivabili. Si trattava insomma di pacifici contadini, intenzionati a coltivare le propaggini meridionali del Monte Rosa; una distesa di prati invasa dal crescione che suggerì loro il nome dei futuri paesi della zona: Chrescen-eye (da cui prese il nome Gressoney, La piana del crescione).
   

Questi contadini s'insediarono in queste terre e pian piano ne modificarono l'aspetto disboscando e strappando ogni lembo di terra coltivabile alla montagna, spingendo i pascoli sino alle alte quote, costruendo alpeggi e tracciando nuovi sentieri sulle dorsali delle montagne. La comunità Walser qui stanziata mantiene tutt'oggi una forte identità, rafforzata da costumi, usi e lingua uniche, oltre che ad un proprio diritto che va a regolamentare la vita della comunità.
   

La casa Walzer L'architettura come sappiamo è lo specchio di un popolo: in essa si riflettono storia e cultura

con tutte le loro peculiarità. Le costruzioni che i Walser seppero inventare sono tuttora visibili in valle e sono il condensato di una civiltà contadina improntata all'efficacia e alla semplicità piuttosto che alla sfarzosità; costruzioni che fanno parte integrante del paesaggio e lo caratterizzano in maniera inequivocabile.
   

Due le tipiche costruzioni rurali Walser: gli Stadel e gli Puròhus (fienili e magazzini i primi e abitazioni i secondi). li Stadel sono robuste costruzioni dalla pianta rettangolare, con tetto spiovente a due falde e copertura a lose (in dialetto d'blatti), formate da un incastro di grosse travi di legno di larice sovrapposte e sostenute da 8 o 10 pilastrini di legno o, più diffusamente, di pietra. Questi piccoli pilastri sormontati da lastre di pietra di forma rotonda che li rende simili a funghi, hanno il compito di favorire l'aerazione del fieno e proteggere il contenuto della costruzione dall'assalto dei topi. I Puròhus sono invece delle vere e proprie case derivate da una tradizione montanara centro europea che i Walser rielaborarono in modo del tutto originale adattandole al clima e alle particolari esigenze dell'economia agricola di Gressoney.
    
La tipica casa dei Walser è ripartita su tre piani, dove al pian terreno (costruito in pietra) troviamo la stalla e, in origine, l'abitazione per tutta la famiglia. In seguito, l'ubicazione dell'abitazione della famiglia fu modificata: al pian terreno prese posto la cantina, mentre la cucina venne spostata al primo piano, direttamente sopra la stalla per sfruttarne il calore nei freddi mesi invernali. Nello stesso piano, costruito interamente in legno e circondato da una sorta di balconata molto ampia delimitata da una sorta di griglia lignea, troviamo il fienile che conteneva in origine fieno, paglia di segale e d'orzo. Al secondo piano (il sottotetto) trovava posto un locale destinato al laboratorio della filatura della lana, della canapa e alla lavorazione dei latticini. Lo stesso locale fungeva da camera da letto nei mesi meno freddi che precedevano o seguivano l'alpeggio estivo. Anche questo piano era, ed è, circondato da una balconata come quella del piano inferiore.

Sci Tra i grandi comprensori sciistici italiani, quello del Monterosa Ski è sicuramente uno dei più giovani.
   

Nato nel 1981, il comprensorio unisce le tre vallate del Rosa: la Valle d'Ayas, di Gressoney e di Alagna Valsesia in Piemonte, ed offre oltre 200 km di piste di ogni difficoltà servite da moderni sistemi di risalita recentemente rinnovati, anche in vista delle olimpiadi invernali del 2006 che vedranno coinvolto parte del Monterosa Ski. Il comprensorio è poi da sempre famoso per la possibilità di praticare sci fuoripista e scialpinismo ad ogni livello. Un ambiente severo ed incontaminato attende i patiti della neve fresca con innumerevoli percorsi ed eventi di portata mondiale, come il "MonterosaSki Rider" ed il "Trofeo Mezzalana": la prima è una gara di sci fuoripista che porta i migliori del mondo freerider a cimentarsi con i pendii del Monte Rosa, mentre la seconda è una gara di scialpinismo che vede i migliori atleti cimentarsi nella traversata del massiccio del Monte Rosa da Cervinia a Gressoney (24 aprile). Due eventi da non perdere.

Per chi invece ama le piste ben levigate c'è la pista Leonard David a Gressoney Saint Jean, un tracciato adatto anche alle competizioni di coppa del mondo.


 

Lo shopping. Per chi visita il paese di Gressoney la Trinità consigliamo di non perdere i Sock, le tradizionali calzature di stoffa della Valle di Gressoney. La Cooperativa Trousseau Ancien di Gressoney-St Jean (in località Verdebjo 10, tel 0165 355971) li confeziona ancor oggi con metodi e materiali tradizionali: panni di lana dai colori vivaci per i più piccoli, in tinte più sobrie per gli adulti e velluto nero per le donne. In questa cooperativa potrete trovare anche gli abiti della tradizione Walser. Per quanto riguarda gli oggetti per la casa, ciotole, vassoi, barattoli, piatti e taglieri sono gli oggetti d'uso quotidiano che i molti artigiani della valle propongono nelle loro botteghe. Si tratta per la gran parte di oggetti finemente intagliati e lavorati con scalpello e tornio. Li potrete trovare da Armand Laurent a Gressoney - St Jean.

Alberghi e ristoranti. In valle molti sono gli alberghi che offrono alloggi per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il Monboso, in località Staffal ed il Gressoney sono tra i più belli e attrezzati. Per chi invece cerca un posto dove poter gustare tutti i piatti tipici della zona consigliamo "Capanna Carla", in località Staffal. Ambientato in una tipica casa Walser questo bel ristorante offre la possibilità di gustare la tipica cucina montanara del posto a base di prodotti tipici, tra cui non si può perdere l'insolito arrosto con i mirtilli o i tradizionali bolliti con crauti e le torte alla panna. Da non perdere sono poi le varie specialità regionali come formaggi, speciale la fontina, e gli insaccati. Qui oltre a saziare l'appetito potrete ammirare l'architettura Walser dal suo interno.