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Eolie

 

Immaginiamo un mare incredibilmente blu sotto un sole pieno, e noi in barca a solcare le onde, diretti verso quelle meravigliose isole in cui tratti siculi ed elementi greci si fondono. Abbiamo voglia di scoperta, di emozioni, di bellezza. All'orizzonte, ecco, terra: le Eolie. Sono terre primitive, immerse in un silenzio profondo. Abitate da persone che vivono semplicemente, queste isole costituiscono un mondo a sé, portatore di cultura e tradizioni; questi minuscoli gioielli del Mediterraneo contengono tutti quanti gli elementi: aria (fondamentale se pensiamo al loro nome, che deriva chiaramente da Eolo, dio greco dei venti), acqua (quella purissima del mare), terra (una terra vergine, incontaminata) e fuoco (il fuoco dei vulcani, che intimorisce). Il fuoco: tratto distintivo delle Eolie, in quanto isole vulcaniche. In particolare, sono tre a risultare attualmente attive: Stromboli, Vulcano e Lipari. La prima compie esplosioni a bassissima energia, lanciando scorie magmatiche; l'ultima eruzione di Vulcano risale invece al 1894; quella di Lipari, infine, si colloca in epoca romana: "vulcanicamente" parlando si tratta di un tempo breve, che fa ampiamente rientrare Lipari nella condizione di attività.


 

 

Torniamo sulla nostra barca, e prepariamoci all'incontro con queste isole - da sempre muse ispiratrici per poeti, studiosi, navigatori. La prima è Stromboli, in acque dai fondali molto profondi; il suo vulcano, alto quasi 1km sul livello del mare, ha tre coni attivi e presenta un'attività di tipo esplosivo, con lancio di lapilli e magma: si tratta di uno dei rarissimi casi, su scala mondiale, di attività senza soluzione di continuità, per cui è anche uno spettacolo da ammirare, particolarmente in notturna. È possibile scalarlo, ovviamente accompagnati da una guida esperta, per non rischiare di essere investiti da lava e gas tossici.

Dopo Stromboli, la nostra barca incontra Panarea, che i Greci, per oscure ragioni, consideravano infausta. Abitata dal III millennio, conserva ancora molti reperti archeologici, resti e ruderi di diverso tipo, e mantiene la sua originaria impronta rurale.


 

Questa isola è il posto giusto se vogliamo movimentare le nostre serate, da vivere in uno dei diversi locali: il Bridge Sushi Bar, ad esempio, un ex-circolo di bridge che possiede una terrazza con vista stupenda; il Bar Banacalii, dallo stile ricercato, scelto molto spesso come location per eventi mondani; il Raya, la patria del dancing, con una suggestiva terrazza che si affaccia sulla scogliera.  

 

Proseguendo nel nostro tour, tocchiamo le coste di Lipari: è la più grande fra tutte le Eolie, che, tranne Salina, dipendono da lei anche a livello amministrativo. Ha un clima decisamente piacevole, grazie al quale era inizialmente detta Milingunis, che in greco significa "dolce". Lipari è un concentrato di posti meravigliosi: tra le spiagge citiamo Cala del Fico e Capo Rosso, mentre i fondali più spettacolari sono quelli di Pietra del Bagno e Punta Castagna.

 

La nostra imbarcazione riprende il suo viaggio, puntando a sud, ed imbattendosi nella più estrema delle sette isole: Vulcano. Considerata l'antica dimora del dio Eolo, e anche una sorta di fucina divina, dove gli dei fabbricavano le armi degli eroi, questa isola è formata da quattro vulcani, di cui uno - Vulcano della Fossa - ancora attivo.

Da vedere assolutamente a Vulcano: la spiaggia di Sabbie Nere, dal particolarissimo colore della sabbia; la zona di Capo Grillo, da cui si possono ammirare le chiese vicine; il Borgo del Gelso, con il faro sulla spiaggia.

 

Invertiamo ora la rotta della barca, e andiamocene a nord: ci aspetta Salina, l'antica Dydime (per la presenza di due vulcani gemelli ormai spenti, "Fossa delle Felci" e "Monte dei Porri"). Circumnavigarla è davvero un'esperienza irripetibile per i nostri occhi: ammireremo le pareti rocciose a picco sul mare, levigate dal vento, gli scogli selvaggi di Capo Faro e Torricella, le tipiche casette bianche. Affascinante è anche il faraglione Pollara, è ricchissimo di grotte. Il mare circostante abbonda di varietà ittiche, come la cosiddetta "cicirella", e poi acciughe, occhiate, sardine...

 

Lasciamo la più verde delle isole (ideale se siamo aficionados del trekking), e andiamo a scoprire Filicudi. Piccolissima, antichissima, popolata da 250 abitanti (praticamente una tribù...), Filicudi è l'isolotto delle felci, che qui abbondano. Notevole, qui, la Grotta dei Gamberi, un'affusolata fenditura delle rocce sotterranee.

 

Chiudiamo in bellezza il nostro tour con l'antica Ericusi (cioè: ricca di erica), oggi Alicudi.

La sua parte occidentale è talmente selvaggia e aspra, con pendii enormi, che risulta inospitale, mentre la parte orientale è composta da gradoni dove sono state erette le uniche abitazioni esistenti. Molto suggestiva sarà, se vorremo farla, una passeggiata per raggiungere il monte Filo dell'Arpa. Sembra un posto incantato, con la chiesetta di San Bartolo e il sentiero costellato da fichi d'india, capperi e canne...


 

Muse ispiratrici

Moltissimi sono stati, sin dall'antichità, gli studiosi che si sono innamorati delle Eolie, e che si sono dedicati allo studio della loro geologia e del loro ecosistema; analogamente, queste isole sono state le mete predilette di molti viaggiatori: il naturalista, geologo e pioniere Déodat de Dolomieu, ad esempio, o Gaston Vuillier - particolarissima figura di viaggiatore-artista appassionato di isole sperdute.

Numerosi sono anche i poeti che, nelle loro opere, hanno parlato di queste terre: ricordiamo, fra gli autori più antichi, Omero, Stradone e Diodoro Siculo; fra gli autori del Rinascimento citiamo Tommaso Fazello. Arriviamo, poi, al celeberrimo Alexandre Dumas, che rimane assolutamente incantato da questi luoghi, dai colori, dai vini, dai sapori, dalla magia terribile - nel senso etimologico del termine - delle eruzioni. Chiudiamo con le parole scritte da uno dei più appassionati estimatori delle Eolie, l'Arciduca Luigi Salvatore d'Austria: "Immerse nell' incantevole mare di Sicilia, queste piccole isole in modo singolare catturarono l'animo mio, sia che mi apparissero durante le raffiche tempestose, sia che le contemplassi disseminate di vigneti nell'estate, somiglianti a smeraldi in un mare di zaffiri".