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Corsica

 

"Montagna nel mare" o "isola della bellezza": quale di queste definizioni pensiamo descriva in maniera più efficace la Corsica? Questa terra dalla natura rigogliosa, dai profili montuosi taglienti, ricca di foreste verdissime... Costantemente baciata dal sole, che assicura temperature tipicamente mediterranee, e refrigerata da numerosi venti - libeccio, maestrale, scirocco, levante... - la Corsica vanta un eccellente equilibrio tra turismo e ambiente: il 30% dei suoi territori, infatti, è area protetta; questo anche grazie alla cultura e alla mentalità della popolazione, che difende l'isola dall'abusivismo e ammette l'esistenza di strutture in un'ottica di turismo sostenibile. E che si impegna energicamente anche nella salvaguardia delle specie animali a rischio estinzione: i 2000 kmq del Parco Naturale della Corsica, infatti, risultano densamente popolati da mufloni, cervi, maiali, tartarughe e cinghiali, e ancora nibbi reali, falchi pellegrini, gabbiani.


 

 

Tra le bellezze disseminate nell'isola citiamo, innanzitutto, il promontorio di Capo Corso. Coi suoi 183 metri di lunghezza, che gli valgono l'appellativo di "dito di Corsica", caratterizza inequivocabilmente la sagoma della nazione, e rappresenta uno dei suoi punti di forza, con le sue cime impervie abbracciate dalla strada della Corniche, accidentata ma proprio per questo tanto affascinante!

Come affascinanti sono le vette corsiche - massicci granitici dai profili aspri che degradano nelle coloratissime acque marine: il monte Cinto, il Padro, il monte d'Oro...

  

Stupendi, ancora, il deserto des Agriates, dagli scorci meteoritici, e la penisola di Girolata, popolata da pescatori che qui hanno costruito - a dispetto della inaccessibilità di molti punti - le loro casette.

 

Prepariamoci ad innamorarci delle baie e calette dalla sabbia bianchissima - Loto e Saleccia, ad esempio, prossime al golfo di Saint-Florent - ma anche delle scogliere e delle rocce erose dal mare - le "calanche"... e poi degli scorci meravigliosi di località come Bodri, Calvi, Ile Rousse e Porto... e poi dei tortuosissimi corsi d'acqua che irrigano la nazione in ogni dove...  


 

Una natura, dunque, da vivere al 100%: innanzitutto, facendo escursioni. Possiamo scegliere tra diverse modalità: a piedi, a cavallo o - addirittura -  sul dorso d'asino! Quest'ultima sarà certamente un'esperienza unica: il nostro amico asino ci aiuterà con i bagagli, oppure trasporterà i più piccoli.

Ancora, sulle vette possiamo praticare alpinismo, sci da fondo, sci alpino e parapendio, mentre, se subiamo il fascino dei corsi d'acqua, scegliamo tra rafting, canoa, kayak e pesca di fiume. Inoltre, last but not least, facciamo immersioni: le acque marine - caratterizzate da colori squillanti - presentano fondali molto variegati, con guglie, fratture, canyon, rocce.

 

Ecco dove tuffarci: nel golfo del Valico, ricchissimo di corallo rosso; nella zona del Porto Vecchio, dove ci aspetta anche la "Pecorella", un cimitero affondato negli anni Sessanta durante una tempesta, ed incredibilmente ben conservato; nella zona delle isole Lavezzi, per avvistare le cernie brune; nella Punta Palmetoju, caratterizzata da guglie alte che precipitano fino ai 50 metri di profondità. Riemergiamo da questi mondi sommersi e andiamo a visitare la leggendaria capitale della Corsica: Ajaccio, che deriva il suo nome dall'espressione greca "Agation", e cioè: 'buon porto'.

 

Città natale di Napoleone, costituisce una sorta di testimonianza del passaggio di questo grande condottiero sulla Terra, celebrato il 15 agosto nelle "Fetes Napoleoniennes d'Ajaccio"... In piazza Letizia, ad esempio, troviamo la casa del condottiero, circondata da un groviglio di antiche viuzze e caratterizzata da uno stile a metà tra il parigino e l'austero-militaresco, mentre, in rue Fesh, è collocata la Chapelle Impériale, mausoleo per le tombe della famiglia Bonaparte. Assolutamente degni di nota sono, poi, la Cathédrale de Notre Dame de Miséricorde e il Museo Fesh, che, dopo il Louvre, è il più importante spazio museale dedicato all'arte primitiva italiana.

Tradizionale ed autentica, Ajaccio vanta anche una stupenda parte vecchia di matrice genovese, con il borgo e il mercato del pesce fresco. Dalle sue piccole spiagge possiamo, infine, imbarcarci per l'Ile del Sanguinaires, un'incantevole isolotta selvaggia.

 

Un affascinante mondo, dunque, la Corsica; un mondo nel quale uomo e ambiente hanno trovato un equilibrio ottimo: l'uomo si è adattato a questa natura selvaggia, avvinghiandosi letteralmente a lei ed assimilandone la forza e il carattere deciso. Che ritroviamo anche nei sapori della gastronomia locale, da gustare nei ristoranti tipici o nelle fattorie dette "ferme auberge". Il mare e la montagna ci regalano numerosi prodotti: il pesce (tra cui cozze, trote ed ostriche), i salumi ("figatellu", coppa, "salamu", "prisuttu"), le carni di agnello e vitello, i formaggi di capra e pecora, tra cui citiamo il rinomato "brocciu", una delizia a pasta tenera introvabile al di fuori dell'isola.

"Montagna nel mare" o "isola della bellezza": forse non sapremo decidere fra le due definizioni, ma certamente decideremo di visitare questa terra unica ed intensa che si chiama Corsica...  


 

Un frutto, mille specialità: la castagna

"Ricciuta", "insitina", "pitrina", "nucella" - queste le varietà del frutto nazionale corso: la deliziosa ed incredibilmente versatile castagna.   

Questo frutto ricco di nutrienti ha rappresentato una delle risorse alimentari primarie della Corsica nel corso dei secoli, e la sua polpa farinosa viene tuttora declinata in mille versioni: le castagne, infatti, si gustano semplici, sia arrosto che bollite, e magari aromatizzate con profumo di finocchio, oppure vengono utilizzate per preparare una salsa di accompagnamento per le carni cotte. Ancora, dopo essere state ridotte in farina, le castagne regalano un gusto intenso alla "pulenda"  e a numerosi tipi di dolci, torte e beignet.

Questo frutto non è soltanto da mangiare: è anche da bere! Durante il nostro week-end in Corsica sperimentiamo il liquore o la birra di castagne: quest'ultima, dotata di bassa fermentabilità, presenta una schiuma dalla tenuta eccezionale ed ha un colore particolarmente dorato.

 

  

"U babbu di a patria"

Un grande uomo, carismatico e deciso; un eroe nazionale celebrato anche al di fuori dei confini corsi: Pasquale Paoli. Una formazione classicista ed illuminista per questo leader politico - se così vogliamo dire... - "figlio d'arte": il padre Hyacinthe, infatti, era stato a capo dei rivoluzionari corsi che combattevano contro l'occupazione genovese. 

Il cursus honorum di Pasquale registra, nel 1755, la nomina di comandante in capo delle forze ribelli, e prosegue con la proclamazione dell'indipendenza nazionale della Corsica, che lui governerà per 14 anni durante i quali si occuperà dell'isola a 360°, cercando di realizzare un'unità non solo politica, ma anche identitaria e culturale.

Nell'impegno profuso per realizzare quello che fu a tutti gli effetti il primo stato moderno - che Paoli dota di un sistema giudiziario, amministrativo e militare - trova origine l'appellativo di "U babbu di a patria" (il padre della patria).

La Corsica fiorisce: viene votata una Costituzione che ne afferma la sovranità della nazione e la separazione dei poteri, in linea con le idee illuministe; viene coniata una nuova moneta; vengono istituiti tribunali regolari e fondate un'università, nella neocapitale Corte, e la scuola elementare.

Idee d'avanguardia e un'impegno senza soluzione di continuità a favore della nazione corsa per "U babbu di a patria", apprezzato da Voltaire e da numerosi intellettuali. Paoli si trova, alla fine degli anni Sessanta, a combattere contro la Francia: la nazione, dopo essersi accaparrata l'isola di Capraia, riesce ad avere la meglio, sotto la guida del conte de Vaux, sulla intera Corsica.

Il grande leader è costretto a capitolare e a rifugiarsi in esilio in Gran Bretagna, ma dopo due anni di struggimento riesce a tornare nella sua amata Corsica in qualità di generale. Si consuma a questo punto l'ultimo atto della sua vita politica: "U babbu", in disaccordo con gli sviluppi della rivoluzione francese, chiede alla Gran Bretagna di assumere il governo dell'isola, ma la proposta non viene accolta. La Corsica diventa definitivamente, quindi, un dipartimento francese, e Paoli torna in esilio: trascorrerà i suoi ultimi anni nell'inconfondibile atmosfera londinese...