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Casa e famiglia

 



 

Salute e internet 

 

Nei primi anni di questo secolo la Rete è diventata bidirezionale: gli utenti, oltre a consultare siti e portali, hanno iniziato ad interagire con essi e con gli altri navigatori, utilizzando tutti gli strumenti appositamente creati per queste funzionalità: dalle chat ai forum, passando per i blog e per i − protagonisti indiscussi dell'attuale trend − social network. Questa fase ha generato sviluppi interessanti, e ha visto il nuovo web, cosiddetto '2.0', diversificarsi spontaneamente in numerose direzioni, generando significative novità: è quello che accade, ad esempio, nel settore sanitario a partire dagli anni Novanta. Complice, da una parte, la grande e progressiva diffusione del web e della banda larga ed il riconoscimento di validità accordato agli UGC − quei contenuti autoprodotti che gli utenti provvedono a rendere pubblici nel world wide web − e, dall'altra, la disponibilità di software web based ad alta usabilità confezionati per il settore sanitario, prende piede questa nuova forma di collaborazione fra medici, pazienti e caregiver: la salute 2.0.   


 

 

Lungi dal proporsi come un'alternativa all'attività professionale del personale medico, la salute 2.0 vuole, invece, mettersi al suo servizio, fornendo validi ed innovativi supporti: pensiamo agli strumenti on line per l'archiviazione e la fruizione di dati clinici.

 

Implementate da Google e Microsoft, ed in seconda battuta arrivate nella nostra nazione tramite altri player del settore health, queste nuove applicazioni comprendono sezioni per effettuare ricerche e, nella massima tutela della privacy e riservatezza in considerazione della sensibilità dei dati raccolti, spazi dedicati alla creazione del proprio account.  

   


 

Il paziente può compilare questa ultima area inserendo tutti i dati della propria cartella clinica, integrabili progressivamente e da browser in ogni momento, e segnare i risultati delle misurazioni e degli esami svolti (tra i dati misurabili: peso, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, glicemia...).

   

Tecnologie di questo tipo rappresentano un importante trampolino di lancio per la diffusione della telemedicina: in primis perché l'archivio personale, fruibile da remoto, può essere condiviso con il proprio medico, il quale, quindi, può monitorare costantemente l'andamento dello stato di salute del paziente, stabilendo di volta in volta le prescrizioni necessarie. Inoltre, il sistema è predisposto per generare avvisi di assistenza per il paziente stesso, magari per ricordargli di assumere un farmaco o di effettuare un rilevamento diagnostico, coadiuvandolo nella gestione autonoma di una terapia, e risulta utilissimo in casi di emergenza.  

 

In questo modo, il paziente si affranca dal suo status di mero esecutore delle prescrizioni del medico o del farmacista ed accresce notevolmente la propria consapevolezza; inoltre, diventa parte attiva nella relazione con le strutture sanitarie, potendo fornire il proprio feedback rispetto alle prestazioni usufruite e chiedendo pareri ai professionisti on line. Il tutto in una logica di dialogo multicanale costruttivo ed etico, finalizzato ad un miglioramento della qualità dei servizi erogati dal settore sanitario, e che implica, oltre che un confronto tra le esigenze espresse dai cittadini e le necessità manifestate dalle strutture mediche e dai loro rappresentanti, anche tra le segnalazioni ed esperienze condivise dagli utenti.   

Oltre ad essere uno strumento di reportage e segnalazione, poi, la salute 2.0 favorisce una maggior disponibilità dei dati clinici ed una loro accresciuta diversificazione. Naturalmente, proprio in considerazione di questa incrementata massa di informazioni risulta fondamentale un controllo di qualità puntuale e costante, che garantisca la attendibilità di tutti i contenuti.