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Occhio... ai nostri occhi!

 

Cornea, nervo ottico, retina, cristallino, pupille, iridi, ciglia, palpebre: questi i componenti anatomici degli occhi. Verdi, neri, marroni, azzurri: parlano di noi, ci identificano, ci fanno entrare in contatto col mondo e con le persone, traducono le nostre emozioni bagnandosi di lacrime, trasmettono il nostro stato d'animo...

Questi organi rappresentano, dunque, un patrimonio preziosissimo:  vediamo come prendercene cura, difendendoli dagli agenti esterni che possono danneggiarli.

 

Facciamo attenzione, innanzitutto, a tutti gli oggetti che possono lesionarli - il pallone da basket come anche una piccola scheggia: entrambi possono causare danni seri.


 

 

Altro nemico da tenere a bada è la luce solare: i raggi UVA e UVB, e la luce blu in essi contenuta. Consideriamo che i nostri occhi, essendo ricchi di ossigeno e quindi soggetti a stress ossidativi, reagiscono alla luce producendo radicali liberi in quantità, che, nel tempo, si accumulano provocando danni progressivi; non dimentichiamo, poi, che una sovraesposizione al sole può causare danni al cristallino o degenerazioni della retina.  

Tutto questo, comunque, non deve spaventarci: il 90% delle lesioni è evitabile attraverso semplici accorgimenti e un comportamento responsabile.

In primis, siamo vigili quando utilizziamo prodotti chimici che possono risultare tossici per i nostri occhi (il detergente per i pavimenti, ad esempio), ed atteniamoci scrupolosamente alle istruzioni riportate sulle confezioni.


 

Particolari precauzioni prendiamole nei confronti dei nostri bambini: teniamoli al riparo da giochi pericolosi (come petardi e simili) e da materiale infiammabile; e proteggiamoli con particolare cura, ricordando che, ad esempio, la maggior parte dei problemi di cataratta è conseguenza di un danno subito prima dei 30 anni di età.

Tra le altre abitudini che il nostro oculista sicuramente approverebbe c'è l'uso di occhiali speciali, necessari se facciamo un mestiere per cui entriamo in contatto con sostanze pericolose, o semplicemente se pratichiamo sport come l'hockey, il baseball, il tennis. Restando in ambito sportivo: se facciamo immersioni non dimentichiamo la maschera subacquea, mentre, se andiamo a nuotare in piscina, utilizziamo gli occhialini.

 

Acquistiamo, ancora, occhiali da sole con certificazione CE, da non considerare semplicisticamente come un accessorio fashion: si tratta di vere e proprie armi per difenderci dai raggi ultravioletti e dal dannosissimo effetto riverbero, frequente in alta montagna, sulla neve e al mare.

Attenzione, dunque, all'aria aperta, ma non solo: ci sono accorgimenti importanti da adottare anche in ambienti chiusi. Il nostro ufficio, ad esempio: se utilizziamo un PC stiamo attenti che lo schermo sia collocato dritto rispetto al nostro campo visivo e perpendicolare rispetto alla luce solare, e concediamoci una pausa di cinque minuti ogni ora, così da far riposare i nostri occhi.

 

Certamente un comportamento responsabile ci metterà al riparo da molti rischi; in caso di evenienze, comunque, non siamo superficiali! Non sottovalutiamo arrossamenti dell'occhio (che potrebbero essere sintomo di un'infiammazione o di un'infezione), né alterazioni, anche momentanee, della vista: black-out improvvisi, offuscamenti, percezione di bagliori. In questi casi consultiamo un esperto: parliamo col nostro medico di famiglia, prendiamo un appuntamento per un controllo dall'oculista, chiediamo un parere al nostro ottico. Le attenzioni non saranno mai troppe se finalizzate a mantenere e tutelare la vista: un bene inestimabile ed insostituibile, e - come diceva Aristotele - il più importante fra i cinque sensi.