| Ricerca 
 

Europ Assistance - Home    Servizi Utili    Consigli di viaggio    Lampedusa e le isole Pelagie

Versione stampabile
 


 
Lampedusa e le isole Pelagie

 

Sono così a sud da essere più vicine alle coste del Nord- Africa che a quelle della Sicilia, addirittura più a sud di Tunisi: sono le Isole Pelagie, Lampedusa, Linosa e Lampione.
Lampedusa appartiene in effetti più all'Africa che all'Italia, almeno geologicamente, in quanto sorge sulla piattaforma africana. E le appartiene anche per le sue caratteristiche naturali. 33kmq bruciati dal sole, ampie spianate che del sole hanno il colore, interrotte da bassi muretti a secco, da qualche palma e fichi d'india e dai damusi, le basse costruzioni realizzate con la pietra calcarea dell'isola. Tutto intorno, un mare spettacolare, un vero paradiso per i subacquei. Qui si possono incontrare donzelle pavonine dai colori sgargianti, scorfani, bavose sfinge, stelle marine, salpe, le sottili aguglie, polpi, lepri e cetrioli di mare, spugne. Chi, dotato di bombole, si avventura alle maggiori profondità, scopre un mare ricchissimo di coralli, spugne, madrepore, alcuni coloratissimi pesci pappagallo e, nei pressi di Capo Grecale (ma solo a 50 m di profondità), le aragoste.


 

 

La più famosa spiaggia di Lampedusa è la Baia dell'Isola dei Conigli, con la sua sabbia bianchissima e il suo mare caraibico. Davvero un altro mondo, se si pensa che qui vengono a deporre le uova le tartarughe Caretta Caretta.

Oltre alla Baia dei Conigli, Lampedusa offre molte altre bellissime calate al mare.

Basta fare un po' di strada sotto il sole, meglio noleggiando un motorino o un piccolo fuoristrada.

Perché su Lampedusa si sbarca a piedi, non essendo permesso circolare nè con auto nè con moto, a meno di non essere veri isolani.

Una volta deciso il come, per il dove si può scegliere tra Cala Greca, Cala Galera, Cala Madonna, Cala Francese, Cala Creta.

Ma il modo migliore per conoscere le coste di Lampedusa è sicuramente quello di noleggiare un piccolo gozzo, attrezzarsi di acqua e frutta fresca e fare il periplo dell'isola.



Inoltre, è solo via mare che si potranno scoprire le molte grotte che il mare e il vento hanno scavato. Uscendo dal Porto Nuovo e puntando la prua a est si incontrerà la bellissima, ma frequentata, Grottaccia, la Vucca d'Aranciu, dal chiaro fondale sabbioso e la Grotta del Bue Marino, il cui interno è davvero maestoso e impressionante, oltre il piccolo laghetto interno la grotta prosegue infatti perdendosi nel buio totale. Il centro abitato di Lampedusa vive soprattutto lungo il corso principale, Corso Roma. 1500 metri di case basse, botteghe multicolori, bancarelle di spugne naturali, piccole trattorie da cui proviene il profumo del pesce appena pescato. Un profumo più marcato arriva dai cortili e dagli androni di molte case private: è quello del procedimento per l'essicatura e la salatura del pesce azzurro. Sono moltissimi infatti gli isolani che trasformano le loro abitazioni in piccoli laboratori per la conservazione di questo pesce, abbondantissimo nel mare di Lampedusa. Come molti sono quelli che offrono per la strada ritonni e minnole, piccoli pesci polposi che vengono essicati al vento e al sole e poi salati. Linosa è un'isola diversa: la sua origine vulcanica si riconosce nelle sue rocce nere, inquietanti. I tre monti che la costituiscono, il Monte Vulcano, il Monte Rosso e il Monte Nero, sono in realtà ciò che resta di tre vulcani.

Il centro abitato è molto piccolo e conta solo 450 abitanti, che vivono in casette caratteristiche dipinte nei colori pastello. Lampione, l'ultima delle Isole Pelagie, è in realtà poco più di uno scoglio che emerge dal mare per soli 40 metri. Tutto il resto dell'isola sta sotto il livello del mare: una sorta di enorme guglia sommersa, con pareti scoscese e verticali che si perdono nei fondali per oltre 60 metri. Un altro paradiso per gli appassionati di immersioni, che qui possono incontrare cernie, aragoste, corallo giallo e rosa e lo squalo grigio.


 

Un Pronto Soccorso per le tartarughe Caretta Caretta

Sull'Isola di Lampedusa è attivo da circa 9 anni un vero e proprio Pronto Soccorso per le tartarughe che ogni anno vengono sull'isola per deporre le uova. Lo ha voluto, e di fatto lo gestisce, la biologa Daniela Freggi, che nel suo Centro di Recupero riesce oggi a prestare soccorso a più di 500 tartarughe all'anno. La maggior parte degli incidenti alle tartarughe avvengono durante la pesca, quando restano intrappolate nelle reti o nelle spadare. Sono allora i pescatori stessi a recuperare e quindi ad affidare le tartarughe ferite alla dottoressa Freggi.

Ogni anno sono circa 10.000 i visitatori del Centro ed è grazie alla loro generosità che questo riesce a continuare la sua attività. Il WWF organizza ogni estate dei campi di lavoro presso il Centro, durante i quali gruppi di volontari offrono il loro aiuto. La stessa attività di volontariato può essere praticata anche presso l'Oasi WWF di Torre Salsa, in provincia di Agrigento. Chi partecipa al campo avrà incarichi di sorveglianza della spiaggia a piedi e in canoa per controllare eventuali ovodeposizioni delle tartarughe marine, attività di sensibilizzazione dei pescatori delle marinerie del luogo, collaborazione e supporto alle varie attività dell'Oasi, sorveglianza antincendio, attività manuali presso la proprietà del WWF.