Una frattura a Mangalore
Domenica 24 febbraio 2008: un'operatrice della nostra Centrale Operativa prende in carico la chiamata di una madre in apprensione. I figli e il marito della donna si trovano in India - più precisamente: nella suggestiva città portuale di Mangalore - per quella che - nel progetto iniziale - era stata pensata come una permanenza a lungo termine, ma che poi viene bruscamente interrotta da un evento accidentale. Uno dei due ragazzi, ventiseienne, nostro assistito, subisce infatti un incidente, con conseguente frattura della gamba e recisione di una arteria.
La situazione richiede necessariamente un intervento chirurgico; ad informarci dell'esito positivo dell'operazione è il fratello del ragazzo, che ci chiama il 26 febbraio anche per chiederci di prendere in carico le spese mediche sostenute - richiesta che non ci è possibile evadere in quanto non previsto nella polizza. Ci attiviamo subito, però, per provvedere, nel più breve tempo possibile, all'organizzazione del rientro in Italia: primo step è la presa di contatto con un medico operante nella struttura ospedaliera che assiste il ragazzo in India.
La nostra Centrale contatta subito il corrispondente locale per reperire informazioni relative all'idoneità della struttura presso cui il paziente è ricoverato e per parlare con il personale. Una volta verificato che il giovane e sfortunato ventiseienne è in grado di viaggiare la nostra équipe si mette all'opera per disporre il rimpatrio nel dettaglio, scegliendo, ad esempio, la tipologia del volo o individuando la specializzazione che è utile abbia il medico accompagnatore.
La cartella clinica del nostro assistito, però, a questo punto subisce una virata imprevista, le condizioni del ragazzo hanno un peggioramento: si rende quindi necessaria una nuova operazione e un prolungamento del ricovero di almeno dieci giorni. Durante questo lasso di tempo la nostra Guardia Medica tiene costantemente aperto il canale di comunicazione con l'ortopedico indiano, per fissare una data di rimpatrio in considerazione della tempistica necessaria ad espletare le pratiche burocratiche che l'India richiede.
La data del rientro viene fissata per il 17 marzo; si opta per un volo di linea barellato e per l'accompagnamento congiunto di un medico rianimatore e di un infermiere. Si presenta però una criticità cui fare fronte: è necessario un doppio volo, che comprenda un preliminare trasferimento, tramite aereo sanitario, da Mangalore a Bombay, e da qui la prosecuzione del viaggio in Aereo di linea barellato.
Ci confrontiamo, a questo punto della vicenda, con le inevitabili lentezze burocratiche: le riduciamo il più possibile, seguendo passo passo la trafila necessaria per l'ottenimento dei visti per medico ed infermiere, e per la ricezione della conferma di prenotazione della barella.
È il 15 marzo. Dall'aeroporto di Milano Malpensa è partita l'équipe medica per rimpatriare il paziente quando si presenta l'ultima difficoltà del caso: l'ospedale indiano, infatti, non rilascia il nulla osta per le dimissioni del paziente in quanto costui non ha provveduto a pagare le spese mediche. Riusciamo a risolvere anche questa complessità grazie all'intervento del nostro corrispondente, che ottiene l'ok perché sia effettuato un pagamento in duplice tranche.
Il ventiseienne protagonista del nostro racconto può, ora, finalmente partire per Bombay, dove lo aspetta un volo per l'Italia e, a seguire, il trasferimento in una struttura medica di Casale Monferrato per la degenza post ospedaliera. Che - come stabilito - inizierà il 17 marzo, e che il giovane affronterà con la carica giusta, motivato dalla soddisfazione per le cure mediche e per l'assistenza ricevute.