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Favignana

 

Polpi, aragoste, ricciole, saraghi, sarde, azzurrissimi "cicireddu" e meravigliosi tonni: questa la popolazione che nuota nelle acque di Favignana, appartenente, insieme alle sorelle Levanzo, Marettimo e Formica, all'arcipelago delle Egadi.

La "Farfalla" - così, per la sua forma che ricorda, appunto, le ali di una farfalla, è chiamata Favignana  - è la maggiore tra le isole, con la sua superficie di 20 kmq e i suoi 33 km di coste frastagliatissime. 3.500 i fortunati abitanti di questo miniparadiso che, ad eccezione del monte Santa Caterina, è totalmente pianeggiante, perfetto per essere scoperto in bicicletta. 

Qui tutto scorre ad un ritmo proprio e svincolato dai tempi frenetici della moderna quotidianità, ed è immerso in un'atmosfera suggestiva come la tonnara del Florio, o come il piccolo porto di Punta Longa, o come la chiesetta di Madrice...

Questa stupenda isola del Mediterraneo si trova a circa 7 km dalla costa siciliana, fra Trapani e Marsala, e, sul lato meridionale, è affiancata da due isolotti, Galera e Galeotta.


 

 

Acque le cui tonalità sfumano tra il turchese e l'azzurro; coste rocciose, alte e basse, o spolverate di una sabbia finissima, bianca o rosa; qualche accenno di macchia mediterranea cresciuta spontaneamente grazie alla composizione geologica tufacea: questo il contesto naturale di Favignana, abitata da conigli selvatici e da un'avifauna composta da pellicani, bianconi, fenicotteri, grifoni, gruccioni...

 

Tra i punti di forza di questa isola dalla storia antichissima citiamo, in primis, le meravigliose spiagge: c'è Cala Rossa, le cui acque turchesi creano un contrasto pazzesco con le rocce di tufo circostanti; c'è Cala Azzurra, dall'incantevole fondale rosa. 

 

Lido Burrone è la spiaggia più grande, caratterizzata da acque trasparenti e pulitissime, mentre Punta Sottile è quella dal panorama migliore, soprattutto al tramonto e se vogliamo ammirare la morfologia della vicina isola Marettimo.


 

Infine, bellissime sono anche la spiaggia Chiara e quella del Bue Marino, antico rifugio della foca monaca e meta ideale se facciamo diving, e a Favignana - considerando che ci aspettano moltissime e coloratissime specie ittiche e la temibile murena - è un dovere morale farlo!!! Come è un dovere morale fare almeno un'escursione sul monte Santa Caterina, tra odori e profumi speziati, e in compagnia di conigli selvatici. Possiamo arrivare fino alle antiche fortezze, oppure possiamo ammirare remotissime tracce umane visitando le grotte di San Nicola, o, ancora, affacciamoci sul mare e scopriamo il sistema di vasche detto "bagno delle donne", alimentato da canali sottomarini funzionali a scaldare l'acqua per gli appartamenti. Se lo desideriamo mettiamoci in contatto con i pescatori ed usciamo con loro: mettono infatti a disposizione la loro conoscenza dell'isola e le loro affascinanti e vissute imbarcazioni.

 

Altra - anche questa piacevolissima - opzione: imbarcarci su uno degli aliscafi diretti verso il profumo di erica e rosmarino che avvolge le isole di Marettimo o Levanzo, le cui zone montuose possono essere scoperte sia a piedi che a cavallo di un asino.

Un'isola che offre molto, dunque, e non solo in fatto di natura, ma anche di ricettività e strutture: possiamo infatti prenotare la nostra vacanza in alberghi, residence, campeggi, villaggi, per tutte le tasche e per tutti i gusti. Il ventaglio è ampio anche quando parliamo di mezzi da noleggiare per spostarci: scooter, automobili, biciclette, fuoristrada...

'Varietà' si conferma parola d'ordine anche relativamente alle prelibatezze gastronomiche favignanesi: specialità a base di tonno, declinato in mille versioni, squisite melanzane, pasta con le sarde all'aroma di finocchietto selvatico, antipasti di ricci, patelle, couscous di pesce... Il tutto ci verrà servito insieme al racconto di aneddoti storici e leggende legati alla storia dei singoli piatti.

A concludere la girandola di specialità, spesso arricchite da un tocco spagnolo o arabo, troviamo i meravigliosi dolci tipici della pasticceria siciliana, che renderanno ancora più straordinario - se possibile... - il nostro week-end nell'isola Farfalla, piccolo Eden profumatissimo di erbe aromatiche...


 

 

La mattanza

Un'antica tradizione la cui matrice araba emerge inequivocabilmente dalla terminologia relativa e che ogni anno, tra maggio e giugno, si perpetua con passione nell'isola di Favignana: la mattanza dei tonni.  

I "tonnaroti" (pescatori) posizionano nel mare delle barriere parallele incrociate da barriere mobili dette "porte", funzionali a creare una serie di spazi sequenziali detti "camere": queste vengono aperte e chiuse in modo da convogliare in una specifica direzione il movimento dei pesci, i quali, privati del senso dell'orientamento, procedono meccanicamente fino a giungere nel "coppo", la camera della morte. Quest'ultima è l'unica ad essere provvista di una rete nel fondo, necessaria per dirigere i pesci verso la superficie.    

Nel frattempo i "tonnaroti" dispongono le loro imbarcazioni a forma di quadrato e aspettano che i pesci risalgano per arpionarli, tramite appositi attrezzi provvisti di uncino, e caricarli a bordo: il tutto viene coordinato dal "rais" - capo supremo - il quale, dalla sua imbarcazione di legno detta "muciara", dà il via alla mattanza. Il ritmo è concitato, l'emozione è alle stelle, i "tonnaroti" urlano ed agiscono alla velocità della luce: la mattanza si consuma, cruda e selvaggia, in un tempo breve ed intensissimo, e si conclude con il tuffo dei pescatori nelle acque marine rosse del sangue dei pesci. 

 

Tra archeologia, storia e leggenda

Due le tesi relative al significato dell'originario nome dell'isola: la prima afferma che la antica denominazione, "Aegusa", significasse 'farfalla', la seconda che derivasse dal nome dell'intero arcipelago di Aegades o Aegates. Quest'ultimo termine greco, che si traduce con 'isola delle capre', trova la sua ragion d'essere nel IX libro dell'Odissea, in cui Omero racconta dello sbarco di Ulisse in un'isola popolata da capre selvatiche: si tratta proprio della nostra Favignana, la quale verrà ribattezzata con questo nome a causa di quel vento Favonio che, misteriosamente, soffia esclusivamente sulle sue terre...

Questa perla del Mediterraneo, per la posizione e il clima favorevoli, è stata da sempre oggetto di contese: inizialmente colonizzata dai Feaci e dai Letrigoni, venne poi conquistata dai Fenici ed, in seguito, fu terra di scontro delle guerre Puniche, che videro i Romani prevalere sui Cartaginesi. Di questo periodo ci parlano le iscrizioni decorate con raffigurazioni di pesci rinvenute nelle grotte del Pozzo e della Ficarra.  

Favignana passò, ancora, nelle mani dei Saraceni, i quali dotarono l'isola di torri e fortificazioni, mentre i dominatori successivi, gli Aragonesi, costruirono due tonnare.

L'avvicendarsi di pretendenti, che vollero a tutti i costi tentare di conquistare questa stupenda isola, registra altre due fasi salienti: la presa del potere da parte del genovese Giacomo Frignoni e poi l'avvento di Ignazio Florio, la cui famiglia fece realizzare - allo scopo di celebrare la propria potenza - il palazzo omonimo, in stile liberty, tuttora uno degli edifici più rappresentativi per Favignana.